Pino Daniele ed Eric Clapton 24 giugno 2011 Cava De ‘Tirreni

Pino Daniele ed Eric Clapton 24 giugno 2011 Cava De ‘Tirreni


Nelle pagine del nostro sito vi presentiamo un’altro celebre nonchè bellissimo concerto che fa ormai parte della storia della musica mondiale.

Pino Daniele ed Eric Clapton.

Il 24 giugno, le superstar musicali Pino Daniele ed Eric Clapton hanno collaborato per un concerto di beneficenza per aiutare le cause dei bambini, allo Stadio di Cava De ‘Tirreni.

Il ricavato dell’evento, tutto esaurito, ha finanziato uno scanner CT per l’ospedale pediatrico oncologico Pausilipon a Napoli e il lavoro della fondazione di beneficenza, Open Onlus, impegnata a combattere tumori e tumori infantili.

Eric clapton è stato fantastico! Io Per Lei e la splendida chiusura con Yes I Know My Way, trasformata in un’altra stupefacente jam. Eric ha cantato molto bene e ha fatto un lavoro favoloso con l’assolo. Pino ha arricchito con un grande classe, l’esecuzione dei brani di Clapton, effettuando il classico “tremolo di chitarra”, simile a quello di Duane o Derek. Willie Weeks ha persino contribuito alla voce secondaria, condividendo il microfono di Eric Clapton.

Di contro la grande classe di Clapton ha esaltato, qualora c’è ne fosse bisogno, le esecuzioni dei brani dell’artista napoletano.

La Band che ha suonato al concerto:

Eric Clapton – chitarra / voce
Pino Daniele – chitarra / voce
Chris Stainton – tastiere
Gianluca Podio – tastiere
Mel Collis – sassofono
Willie Weeks – basso
Steve Gadd – batteria

 

I brani eseguiti – 24 GIUGNO 2011

01. Boogie Boogie Man – Pino Daniele e Eric Clapton, nessuna band
02. Napule è – Pino Daniele e Eric Clapton, nessuna band
03. Tutta ‘nata Storia – Pino Daniele e band
04. Je So’ Pazzo – Pino Daniele e la band
05. A Me Me Piace ‘o Blues – Pino Daniele e la band
06. Dimentica – Pino Daniele e la band
07. Dubbi Non Ho – Pino Daniele e la band
08. Che Male C’è – Pino Daniele e la band
09 Sara Non Piangere – Pino Daniele e band
10. Chi Tene ‘o Mare – Pino Daniele e band
11. Quando – Pino Daniele e band

12. Per Te – Pino Daniele, Eric Clapton e band
13. Key To The Highway – Eric Clapton e la band
14. Hoochie Coochie Man – Eric Clapton e la band
15. Crossroads – Eric Clapton e band
16. Wonderful Tonight – Eric Clapton, Pino Daniele e band
17. Cocaine – Eric Clapton, Pino Daniele e band
18. ‘O Scarrafone – Pino Daniele e band
19. Il Sole Dentro Di Me – Pino Daniele e band
20. Nun Me Scuccià – Pino Daniele e band
21. Io Per Lei – Pino Daniele e band
22. Yes I Know My Way – Pino Daniele e band
23. Layla – Eric Clapton, Pino Daniele e band

Banco Del Mutuo Soccorso – Bormio 23-08-1983

Banco Del Mutuo Soccorso – Bormio 23-08-1983

Epico concerto del Banco Del Mutuo Soccorso al palazzetto dello Sport di Bormio (Sondrio), il 23 agosto del 1983. Da questo concerto fu concepito un DVD, che proponiamo per intero.
Il concerto di Bormio si svolse proprio nell’anno, 1983, in cui si usci l’album “Banco”, dove è presente il brano Moby Dick, che diverrà uno dei brani più conosciuti della band, nonostante si allontani dai canoni del progressive rock che li aveva caratterizzati in passato. L’album costituisce un altro punto di svolta in quanto fu l’ultimo a vedere la presenza di Gianni Nocenzi, che abbandonò il gruppo subito dopo la promozione estiva per intraprendere una carriera solista e collaborare con la ditta giapponese Akai, in qualità di esperto di campionamenti.

Al momento del concerto la formazione ufficiale del BMS era quella storica, che vedeva ancora la presenza di Vittorio Nocenzi – Keyboards & Vocals, Francesco Di Giacomo – Vocals, Gianni Nocenzi – Keyboards & Sax, Rodolfo Maltese – Guitar & Trumpet, Pierluigi Calderoni – Drums, Gianni Colajacomo – Bass.
I brani inseriti nel DVD, tratti dallo storico concerto sono:
01 Baciami Alfredo
02 Non mi rompete
03 Drums solo
04 Il ragno
05 Paolo pa’
06 Moby dick
07 Buone notizie
08 Quando la buona gente dice
09 Canzone d’amore
10 Traccia II

PINK FLOYD LIVE AT POMPEII 1971

PINK FLOYD LIVE AT POMPEII 1971

Pink Floyd: Live at Pompeii,

uscito in Italia anche con il titolo Pink Floyd a Pompei, è un film-documentario-concerto diretto da Adrian Maben, uscito nella versione per le sale cinematografiche nel 1974 e incentrato sulla musica del gruppo rock inglese dei Pink Floyd.

Maben concepì l’idea di base per il film nel 1971: già all’inizio dell’anno aveva contattato il manager del gruppo Steve O’Rourke con l’idea di combinare la musica dei Pink Floyd con opere di artisti contemporanei come De Chirico, Magritte ecc., ma la band aveva declinato l’offerta.

Nell’estate 1971, il regista si recò in vacanza in Italia con la fidanzata e, nel tentativo di recuperare il suo passaporto che credeva aver smarrito durante una visita alle rovine di Pompei, tornò al crepuscolo nell’antico Anfiteatro romano di Pompei e lo ritenne una location perfetta per filmare la band in azione. Fin dall’inizio, Maben immaginò che i Pink Floyd dovessero suonare nell’anfiteatro vuoto, senza pubblico, in netto contrasto con precedenti film-concerto come ad esempio Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica. Grazie alla sua conoscenza con il prof. Ugo Carputi dell’Università di Napoli, il regista ottenne dalla locale Soprintendenza il permesso di effettuare sei giorni di riprese nel sito archeologico campano, per l’occasione chiuso al pubblico, l’ottobre seguente.

I Pink Floyd furono irremovibili riguardo l’eseguire tutto il materiale dal vivo, senza alcun playback: ciò implicò il trasporto in Italia, via camion, di tutta la loro attrezzatura da concerto, luci escluse, assieme a un impianto per la registrazione a 24 tracce che garantisse la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.

La troupe, giunta fra le antiche rovine, scoprì di non avere sufficiente elettricità per alimentare tutta l’attrezzatura. L’inconveniente fu risolto portando la corrente elettrica sul luogo direttamente dal Municipio locale, attraverso un lunghissimo cavo che percorreva le strade della cittadina campana, ma la circostanza restrinse i tempi effettivi di ripresa a soli quattro giorni, dal 4 al 7 ottobre del 1971. Le scene girate per prime in ordine di tempo ritraevano i quattro musicisti aggirarsi fra i vapori della Solfatara di Pozzuoli; quindi, nell’Anfiteatro Romano la band eseguì dal vivo tre brani: la prima metà ed il finale di Echoes, One of These Days, e A Saucerful of Secrets; ciascun brano venne eseguito in sezioni separate, poi montate assieme. Al termine di ciascuna ripresa, la band riascoltava l’esecuzione in cuffia per approvarla.

Il regista ha rivelato in anni recenti che diverse bobine di pellicola andarono smarrite subito dopo le riprese: questo, fra l’altro, spiega perché il brano One of These Days includa quasi esclusivamente inquadrature del batterista Nick Mason, il quale ha confermato la vicenda nella sua autobiografia del 2004.

All’epoca delle riprese a Pompei, l’album Meddle contenente i brani One Of These Days e Echoes non era ancora sul mercato, sebbene il gruppo ne avesse ultimato le registrazioni già in agosto: fu pubblicato infatti il 30 ottobre negli Stati Uniti e il 5 novembre in Europa.
Parigi[modifica | modifica wikitesto]
Poiché il materiale girato in Campania, anche a causa dei tempi ristretti rispetto al previsto, non era sufficiente per il film, Maben lo integrò in uno studio cinematografico, più precisamente l’Europasonor di Parigi, dal 13 al 20 dicembre del 1971. Per preservare l’ambientazione alla base del film, le sessioni parigine furono poi montate con spezzoni delle sequenze girate a Pozzuoli, assieme a immagini di repertorio tratte dall’archivio della Soprintendenza; parte di queste ultime furono anche proiettate alle spalle dei musicisti durante le esecuzioni. A Parigi Maben filmò Set the Controls for the Heart of the Sun, Careful with That Axe, Eugene, la sezione centrale di Echoes e, su richiesta del gruppo, il brano Mademoiselle Nobs (sorta di rifacimento strumentale di Seamus dall’album Meddle) in cui una femmina di Levriero russo chiamata appunto Nobs, di proprietà di una famiglia circense parigina amica del regista, “canta” un blues, accompagnata da Roger Waters alla chitarra e David Gilmour all’armonica mentre il tastierista Rick Wright le porge il microfono e la tiene ferma. Oltre che per i dettagli tecnici già menzionati, le sequenze girate a Parigi sono distinguibili da quelle filmate in Italia per il fatto che Wright è senza barba.

Il montaggio della prima versione del film, della durata di circa un’ora, fu completato da Maben nel 1972 fra le mura di casa sua, poiché il regista aveva già sforato sul budget.

Il film fu presentato all’Edimburgh Film Festival nel giugno 1972, mentre la “prima” inglese del film, inizialmente prevista per il 25 novembre 1972 al Rainbow Theatre di Londra, fu all’ultimo momento bloccata dal gestore del teatro, per ragioni burocratiche.

Titolo originale Pink Floyd: Live at Pompeii
Paese di produzione Francia, Belgio, Germania
Anno 1972
Durata 60 min (1972)
80 min (1974)
92 min (director’s cut, 2003)
Genere documentario, musicale
Regia Adrian Maben
Produttore Steve O’Rourke, Michele Arnaud, Reiner Moritz
Casa di produzione Universal Studios
Fotografia Willy Kurant, Gabor Pogany
Montaggio Nino Di Fonzo, Jose Pinheiro
Effetti speciali Michel François, Monteurs Studio, Teletota
Musiche Pink Floyd

PFM – Live 1980

PFM – Live 1980

Forte del grande successo internazionale degli anni ’70 (Usa, Uk, Giappone), che si concludono con il sodalizio storico con Fabrizio de Andrè, la nuova decade della Pfm si apre con la pubblicazione dell’album “Suonare Suonare”, nell’aprile 1980. Questo concerto, registrato per la Radiotelevisione Svizzera Italiana nello stesso anno, cattura alla perfezione l’energia e l’estro creativo della band, qui nella formazione più famosa composta da Franco Mussida, Patrick Djivas, Franz di Cioccio, Flavio Premoli e Lucio Fabbri.

Intervista 00:00

La Luna Nuova 07:46

Volo a Vela 10:32

Il Banchetto 15:35

Tanti Auguri 23:43

Maestro Della Voce 32:27

Si Può Fare 40:43

Celebration 48:38

MELLOTRON- IL PROGRESSIVE ITALIANO

MELLOTRON- IL PROGRESSIVE ITALIANO

Bellissimo film documentario con 2 ore di filmati storici, racconti e interviste con i principali protagonisti della stagione d’oro del Progressive Rock italiano, la sua nascita e fonti d’ispirazione, le varie correnti e contaminazioni, il periodo dei Festival, i gruppi e artisti storici e quelli meno conosciuti. Un documento imperdibile da vedere assolutamente!